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1: Sogno Tour 2012- dal San Babila iniziano i concerti benefici in giro per l’ItaliaCase che inquinano meno, case più economiche
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by: francescapp
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Gran parte del patrimonio immobiliare italiano è costituito da case ed edifici vecchi, che di sicuro non sono l’ideale quando si parla di isolamento pareti esterne e risparmio energetico. Gli edifici vecchi, infatti, possono avere infissi, porte e finestre che non fanno che facilitare la dispersione termica, con un conseguente aumento del consumo di energia per riscaldare e raffreddare gli ambienti interni.
In molti casi, inoltre, ad essere vecchi non sono solamente gli edifici in sé, ma anche gli elettrodomestici ivi contenuti: frigoriferi che consumano molto di più di quelli di ultima generazione, impianti di riscaldamento obsoleti…tutto ciò contribuisce ad aumentare l’inquinamento, oltre che le spese e le bollette.
Rinnovare e costruire seguendo nuove logiche costruttive è dunque diventato l’imperativo morale dei nostri tempi, come pure le norme che regolano la materia stanno a dimostrare. Da qualche anno in Italia è in vigore l’obbligatorietà di presentare al Comune di residenza il certificato energetico sia degli edifici di nuova costruzione, sia di quelli già esistenti.
Il decreto 192 del 2005, inoltre, emanato in seguito ad una direttiva europea, prevedeva l’applicazione di norme molto severe in materia di risparmio energetico, e introduceva la certificazione energetica in Italia, non solo per quanto riguardava i frigoriferi, ma anche per le abitazioni e gli edifici. Ciò significa che gli edifici devono essere classificati, in base a dei precisi criteri, in diverse classi energetiche, dalla classe A (la migliore) alla classe G.
Gli edifici classe A sviluppano meno di 30 Kwh/mq l’anno, quelli di classe energetica B tra i 31 e i 50 Kwh/mq l’anno, quelli di classe C tra i 51 e i 70 Kwh/mq l’anno, quelli di classe D tra i 71 e i 90, quelli di classe E tra i 91 e i 120, quelli di classe F tra i 121 e i 160, e quelli di classe G più di 160 Kwh/mq l’anno. La certificazione energetica degli edifici viene fatta in base all’isolamento muri dell’edificio e alla qualità degli impianti ad alta efficienza energetica; dalla classe energetica di appartenenza dipende anche il valore dell’edificio sul mercato.
Il riscaldamento, in particolare, è uno dei fattori che maggiormente incidono sull’economia dell’edificio: si calcola infatti che circa il 53% dei costi di gestione di un’immobile derivino proprio dal riscaldamento. Abitare in una casa o in un appartamento ad alta efficienza energetica, dunque, significa anche risparmiare un bel po’ di soldini. La ricerca di nuovi materiali per la muratura, più adatti a ridurre le dispersioni termiche, va dunque avanti, come pure quella sugli impianti di riscaldamento.
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Articolo a cura di Francesca Tessarollo
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