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1: Sogno Tour 2012- dal San Babila iniziano i concerti benefici in giro per l’ItaliaIl gioco e la crescita: gli stadi del gioco
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by: Lia
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L’importanza del gioco rimane sempre immutata, cambiando però la forma: i giochi vanno evolvendosi, diventando sempre più tecnologici e includendo i giochi flash al computer e il gioco solitario, che se dosato con consapevolezza può aiutare i bambini nello sviluppo delle loro capacità logiche.
I giochi bambini online possono rappresentare un piccolo aiuto per i genitori: gratis e sempre a disposizione, possono impegnare i bimbi per qualche minuto con un’attività che, se controllata, può rivelarsi anche educativa. Giochi semplici e tradizionali come i giochi super mario, ad esempio, aiutano a coordinare vista e movimenti, sviluppando i riflessi e le capacità di legare reazioni alle cause corrispondenti.
Poi ci sono i giochi stagionali, come i giochi di natale, i cui protagonisti sono gli idoli di tutti i bambini, da Babbo Natale alle renne e gli elfi, oppure i giochi di tutto l’anno, come i classici e sempre amati giochi di sport, pensati per gli amanti del movimento che non si vogliono fermare nemmeno a casa.
Insomma, quello dei giochi online è un universo nel quale si possono trovare giochi per bambini, anche se in effetti possono giocarci i bambini di tutte le età: grandi o piccoli, tutti giochiamo.
In generale, il gioco è un’attività che prende forme diverse a seconda delle varie età, assecondando i diversi stadi che si attraversano: si comincia con il gioco solitario, che nei primi mesi di vita aiuta il bambino a prendere coscienza del proprio corpo.
Verso i due anni i bimbi iniziano ad interagire tra di loro, ma le azioni sono più un aiuto reciproco che una vera e propria interazione, quindi il gioco dei bambini più piccoli rimane ancora essenzialmente solitario.
Verso i 4-5 anni, in coincidenza con l’inizio dell’età scolare, i bambini scoprono il gioco sociale: solo allora iniziano veramente ad interagire con gli altri bambini – anche se può capitare anche prima dell’età scolare, soprattutto se ci sono fratellini o sorelline in casa.
A quel punto, arrivati alla fase del gioco sociale, si iniziano ad instaurare rapporti con gli altri bambini, a inventare nuovi giochi che si fanno per il puro piacere di farli: lo scopo del gioco infatti è proprio il piacere. Si pensi, ad esempio, alle bambine che fingono di fare le faccende di casa: se dovessero farle davvero, e quindi raggiungere un obiettivo, sicuramente non accetterebbero con lo stesso entusiasmo. Il fatto di fare le faccende per finta, e quindi senza dover raggiungere uno scopo reale, rende il gioco divertente e piacevole.
Una volta entrati in possesso delle capacità di interazione con gli altri necessarie per essere parte della società, il gioco non lascia il suo ruolo: rimane fondamentale nella vita di tutti noi, bambini e adulti, e rimane a rappresentare quei piccoli momenti liberi da qualsiasi responsabilità e senza nessuno obiettivo reale se non il divertimento.
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A cura di Lia Contesso
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