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by: HouseCompany
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Professore, abbiamo un amico comune che tra l’altro viene dalla mia città che è l’Ingegnere Gianni Silva.
Sì, grande amico mio, persona di qualità - Presidente di MetroNapoli - è un monzese che è riuscito a fare a Napoli ciò che un napoletano non avrebbe mai potuto fare.
Riordinare il sistema dei trasporti?
No, non solo i trasporti, un uomo che ha una vitalità, un ottimismo che in ogni caso evince sulla cultura del ritardo o dell’umorismo ad oltranza tipicamente napoletana. Con Silva stiamo facendo un lavoro, con » Le Stazioni dell’Arte abbiamo già accumulato 140 opere di grandi artisti mondiali inserite nelle stazioni dei grandi architetti, un fenomeno che non ha precedenti in nessuna città del mondo e trovo che Gianni Silva viene da questa città che tutto sommato mi fa grande simpatia anche per quella bella Villa Reale che voi avete… e poi c’è anche una buona casa editrice, la Johan & Levi.
Una casa editrice a Monza?
Sì, lei si chiama Giovanna e il marito è un grande imprenditore farmaceutico (Lucio Rovati - » Rottapharm). Questa casa editrice, Johan & Levi, fa dei libri straordinari: ha tradotto la vita di Marcel Duchamp, ha fatto un libro, una biografia su Rauschenberg, fa molti libri buoni, molto importanti.
Un parallelismo ardito: ABO come Gio Ponti “uomo del fare”. Si offende?
Ma vogliamo scherzare? Gio Ponti è il padre dell’eclettismo, dell’architettura e del post modernismo; ha profetizzato un atteggiamento rilassato quasi pre-transavanguardistico. L’intreccio tra astratto e figurativo, il passaggio da un linguaggio all’altro, il nomadismo culturale, il gusto per la manualità, la ceramica, la policromia è uscito fuori dal clima quaresimale del movimento moderno, dalla rigidità del nazionalismo. Gio Ponti è stato profetico come architetto e come intellettuale e a lui dobbiamo anche una grande rivista che è stata Domus.
Dobbiamo? Al passato?!
Sì, ma adesso però abbiamo una speranza, è tornato ad essere direttore Alessandro Mendini, un mio compagno di strada, un grande architetto e designer… spero che ne possa rinverdire i fasti, seppur i tempi sono cambiati e, come dicevo, non bisogna mai regredire ma riuscire a confrontarsi col proprio presente seppur complesso.
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