ClimateComics.org: quando il fumetto diventa spazio di incontro tra scienza, cultura e giovani lettori

Il 2025 ha segnato la nascita di ClimateComics, un progetto che, in pochi mesi, è riuscito a trasformare un’intuizione culturale in una rete viva di relazioni, dialoghi e pratiche condivise. Al centro dell’iniziativa vi è il cosiddetto fumetto climatico: graphic novel e albi illustrati che affrontano il cambiamento climatico con linguaggi accessibili, complessi e stratificati, pensati in particolare per un pubblico adolescente.

Fin dall’inizio, ClimateComics.org si è configurato non come una semplice piattaforma di segnalazione o divulgazione, ma come un vero e proprio laboratorio interdisciplinare. Attorno al progetto si sono progressivamente raccolti studiosi e scienziati provenienti da ambiti diversi – dalle scienze ambientali alle scienze sociali, dalla letteratura alla pedagogia – insieme ad autori, illustratori, editori e operatori culturali. A questi si sono affiancate realtà pubbliche e private impegnate nella tutela degli ecosistemi, nella valorizzazione del territorio e nella promozione di pratiche culturali sostenibili.

Uno degli aspetti più interessanti emersi nel corso del 2025 è stato l’allargamento naturale del discorso verso forme di narrazione affini al fumetto climatico. Il confronto con esperienze di slow journalism e di teatro civile ha mostrato come il racconto della crisi ambientale trovi oggi forza proprio nei linguaggi che rifiutano la semplificazione e puntano invece sulla profondità, sull’empatia e sul coinvolgimento critico del pubblico. In molti casi, tutto è partito dal titolo di un libro a fumetti, capace di aprire connessioni inattese e conversazioni durature.

Parallelamente, il progetto ha avviato un dialogo strutturato con festival, associazioni e reti culturali legate ai temi ambientali, al fumetto e alla promozione della lettura. Biblioteche e scuole hanno svolto un ruolo chiave, aderendo con convinzione alla survey rivolta ai ragazzi e alle ragazze, somministrata tra metà gennaio e metà febbraio. Questa fase di ascolto rappresenta uno dei pilastri dell’iniziativa: comprendere come gli adolescenti leggono, interpretano e interiorizzano le narrazioni sul cambiamento climatico è essenziale per valutare l’efficacia culturale ed educativa del fumetto.

In chiusura del 2025, ClimateComics.org ha inoltre completato – o sta completando – la raccolta dei contributi qualitativi da parte di autori, artisti ed editori. I feedback ricevuti, spesso accompagnati da scambi più approfonditi via e-mail, hanno confermato l’esistenza di un interesse diffuso e di un bisogno reale di confronto su questi temi. A tutti coloro che hanno partecipato, il progetto rivolge un ringraziamento sentito: senza questa disponibilità al dialogo, la ricerca perderebbe gran parte del suo valore.

Lo sguardo ora è rivolto al 2026. Se l’energia e la densità degli ultimi mesi del 2025 saranno un’indicazione attendibile, il nuovo anno potrebbe rappresentare il momento della restituzione: raccogliere i frutti di mesi di studio, ascolto e connessioni, e trasformarli in conoscenza condivisa, strumenti critici e nuove occasioni di incontro.

In un contesto globale segnato da tensioni, conflitti e crisi multiple, ClimateComics.org chiude questo primo ciclo con un augurio che va oltre il progetto stesso: che il nuovo anno porti pace, prospettive concrete e, soprattutto, un rinnovato esercizio della ragione e dell’empatia. Perché è anche – e forse soprattutto – attraverso le storie, e attraverso i fumetti, che possiamo imparare a immaginare futuri diversi.

La Redazione

 

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