Il fallimento del diritto allo studio in Veneto: oltre 4.000 universitari idonei restano senza borsa di studio

La Regione Veneto continua a risultare incapace di garantire un diritto fondamentale sancito dalla Costituzione: l’accesso all’istruzione superiore attraverso il sostegno economico per chi ne ha i requisiti. Nonostante i cambi di giunta e le dichiarazioni pubbliche, ad oggi sono oltre 4.000 gli studenti universitari idonei ma non beneficiari di borse di studio, esclusi non per carenze personali ma per la mancanza di fondi adeguati nella programmazione regionale. Il Fatto Quotidiano

Secondo i dati raccolti dall’Unione degli Universitari (Udu), la situazione nell’anno accademico 2025/2026 riguarda 1.057 studenti a Venezia, 1.957 a Padova e oltre 1.000 a Verona; a questi si sommano i 2.743 esclusi nell’anno accademico 2023/2024. Il Fatto Quotidiano Le previsioni sul finanziamento, comprese le risorse aggiuntive rese disponibili attraverso la rimodulazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), indicano che circa 9,7 milioni di euro stanziati dal Ministero dell’Università e della Ricerca non saranno sufficienti a colmare il gap. Il Fatto Quotidiano

Questa mancanza di copertura non è un fenomeno nuovo: la carenza di risorse regionali per borse di studio si trascina da anni e, nonostante i ripetuti allarmi delle forze di opposizione e dei sindacati studenteschi, il sistema resta strutturalmente sottofinanziato. Nel 2024, infatti, venivano segnalati quasi 5.000 idonei non beneficiari con un buco di bilancio stimato intorno ai 22 milioni di euro, mentre la Regione destinava poco più di 8 milioni per le borse di studio – una cifra nettamente inferiore alla necessità reale. Il Fatto Quotidiano

Dal punto di vista normativo, la legge italiana attribuisce alle Regioni la competenza principale per garantire il diritto allo studio universitario, attraverso borse di studio che coprano criteri di merito e condizioni economiche (ISEE). udupadova.it Tuttavia, quando i fondi stanziati non sono adeguati, gli atenei non possono erogare integralmente i contributi, lasciando gli studenti in “lista d’attesa” o esclusi completamente: è quanto accade anche alla Ca’ Foscari di Venezia, dove studenti che soddisfano tutti i requisiti vengono considerati idonei ma non beneficiari per semplice carenza di fondi regionali. Università Ca' Foscari Venezia

La situazione ha conseguenze materiali significative. Per molti studenti, tra cui fuorisede e lavoratori a basso reddito, le borse di studio rappresentano una componente essenziale della possibilità di completare il percorso universitario. La mancata erogazione rischia di tradursi in interruzioni di carriera, debiti aggiuntivi o abbandono degli studi, aggravando disparità già esistenti nell’accesso all’istruzione superiore.

Le risposte istituzionali sono state finora evanescenti: le dichiarazioni della Regione alternano promesse di reperire risorse aggiuntive al solito rinvio delle responsabilità ad altri livelli di governo. Nel frattempo, organizzazioni studentesche come Udu denunciano un “continuo rimpallo tra enti e istituzioni” e risposte vaghe sulla tempistica di pagamenti e copertura dei diritti. Il Fatto Quotidiano

In termini politici e gestionali, la persistenza del problema solleva interrogativi seri sulla priorità che l’amministrazione regionale assegna all’istruzione superiore e alla parità di accesso. Se non verranno adottate misure straordinarie – tra cui realistiche revisioni di bilancio e il ricorso a risorse statali o europee – il Veneto rischia di consolidare una delle peggiori performance a livello nazionale nella garanzia del diritto allo studio, con un effetto diretto sul capitale umano e sulle prospettive socioeconomiche del territorio.

La Redazione

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